Il musical basato sul film d’animazione della DreamWorks

Debutto mondiale al Teatro Works nella Silicon Valley e produzione originale nel West End diretta da Scott Schwartz.

Originariamente prodotto da DreamWorks Theatricals, Michael McCabe e Neil Laidlaw con John Gore, Tom Smedes e Peter Stern, Ramin Sabi, The Araca Group, James L. Nederlander e Michael Park.

Musica e Parole

Stephen Schwartz

Testo

Philip LaZebnik

Regia

Federico Bellone

Anteprima
Trieste

Teatro Rossetti

Dal 14 al 17 Maggio 2026
Première Nazionale
Roma

Teatro Brancaccio

Dal 29 Ottobre 2026
Data
Milano

Teatro Arcimboldi

Dal 26 Novembre al 13 Dicembre 2026

Il Principe d’Egitto – il Musical

Il Kolossal teatrale tra epica, musica e pathos arriva in Italia

Dopo il successo straordinario dei musical “Il Fantasma dell’Opera” e “Anastasia”, dagli stessi produttori e dal medesimo team creativo, nasce una nuova pièce musicale destinata a segnare la scena teatrale italiana: “Il Principe d’Egitto – Il Musical”, tratto dall’omonimo film d’animazione della DreamWorks, la casa di produzione di Steven Spielberg, che ha fatto la storia del cinema. Prodotto da Broadway Italia Srl, lo spettacolo rappresenta un vero e proprio kolossal, con un imponente allestimento, con ben 50 persone in scena, con l’obiettivo di portare sul palcoscenico una narrazione universale, capace di unire spettacolarità, emozione e profondità tematica.

Un’opera dal respiro internazionale

Il musical si avvale delle musiche di Stephen Schwartz, compositore vincitore di tre Premi Oscar e autore di alcune tra le colonne sonore più celebri del panorama internazionale (Pocahontas, Il Gobbo di Notre Dame, Wicked). Tra i brani iconici spicca “When You Believe”, vincitore dell’Oscar per la Miglior Canzone Originale, resa celebre dalle interpretazioni di Whitney Houston e Mariah Carey.

Debuttato nel West End di Londra nel 2020, Il Principe d’Egitto – Il Musical arriva ora in una nuova edizione italiana, ancora più spettacolare, pensata per il grande pubblico e per tutte le generazioni.

Un Allestimento Kolossal

Il Principe d’Egitto – il Musical si distingue per un allestimento da vero kolossal, pensato appositamente per catturare l’immaginazione del pubblico. La performance, con musica dal vivo, coinvolge oltre cinquanta persone in scena, per dare vita a una storia epica e toccante.

Gli effetti speciali curati da Paolo Carta, sono stati progettati per raccontare perfettamente la trama con le sue famose piaghe d’Egitto, e le scenografie, dello stesso Bellone, rendono ogni scena un’opera d’arte visiva che rispecchia l’emozione e la grandezza della storia narrata. L’impatto visivo e sonoro accompagnerà il pubblico in un viaggio immersivo nell’antico Egitto, restituendo tutta la potenza cinematografica dell’opera originale attraverso il linguaggio del teatro.

Un Musical con un Messaggio Universale

Il Principe d’Egitto – il Musical” affronta temi come la libertà, l’identità e il sacrificio, riuscendo a toccare le corde più sensibili di ognuno di noi. Il cartone animato omonimo ha conquistato il mondo segnando l’incasso più alto nella storia per un film d’animazione dopo la Disney.

Il musical, che ha debuttato nel 2020 nel West End, forte della sua carica innovativa, si preannuncia ancora più spettacolare dell’originale, portando sul palcoscenico una fusione perfetta tra arte, musica e narrazione.

La Storia

La trama del musical ruota attorno alla figura di un bambino abbandonato sul Nilo e cresciuto nella famiglia reale egizia. Egli diventa così “fratello” dell’erede al trono, mettendo in luce sentimenti di amicizia e passione basati su valori universali.

Un racconto epico, ricco di azione e spiritualità, che oggi rivive in un musical emozionante e spettacolare, tra luci mozzafiato, scene d’impatto e una colonna sonora indimenticabile.

Editoriale

Forse la Terra promessa siamo noi. Noi che siamo seduti in platea con gli occhi ancora sgranati.
Fumo. Rumore. La magia del teatro ci porta nel mezzo di una delle scene più potenti di sempre. Il passaggio del Mar Rosso. Le acque che si aprono in due quando Mosé alza il suo bastone. E formano una muraglia. E il popolo ebraico passa sull’asciutto. Bassa marea, spiega la scienza.
Miracolo, dice la fede. Le acque si dividono in due. E il popolo fa Pasqua, la prima Pasqua della storia, il passaggio verso la salvezza, la schiavitù alle spalle. Una festa. Ma non ci si può fermare. Subito in cammino.

Verso la Terra promessa che, forse, siamo noi. Noi, seduti in platea, uomini del nostro tempo, verso i quali Mosè e il suo popolo camminano. Li racconta così Federico Bellone in questo musical kolossal, Il principe d’Egitto che per la prima volta arriva in Italia. Prima cartone animato, poi musical sulla scena di Londra. E ora uno spettacolo completamente made in Italy, firmato dal regista che ha portato in scena grandi successi come Il fantasma dell’opera e Anastasia.

Ora tocca a Il principe d’Egitto. E siamo anche noi dentro questa storia. Insieme al popolo ebraico che fugge dall’Egitto. Federico Bellone li fa passare in mezzo a noi, in platea. Noi Terra Promessa, noi anche Mar Rosso. Uomini e donne ci sfiorano nel loro passaggio. Si abbracciano. Si sostengono a vicenda. Lo sguardo lontano. A cercare l’orizzonte che indicano tendendo il braccio – ci vorranno quarant’anni, lo sappiamo, prima che quella linea diventi la Terra promessa. Le acque del Mar Rosso, che «erano per loro una muraglia a destra e a sinistra», lo racconta il capitolo 14 dell’Esodo al versetto 22, si sono richiuse dietro di loro. Hanno inghiottito gli egiziani. Morte e strage. Tragedia inaspettata di chi si pensava invincibile. Venerato come un dio. Non una lacrima, però, sul viso del faraone. Ramses resta immobile. Impietrito. Il mare torna calmo. Il sole rende ancora più arido il deserto.

Ultima immagine. Potente. Tutta sulla Parola. Quella della Bibbia. Quella del libro dell’Esodo. L’immagine scelta da Federico Bellone come sigillo al suo Principe d’Egitto. Un racconto, quello dell’uscita dal Paese d’Egitto, tutto sulla Parola. La Parola della Bibbia. Testo ispirato per chi lo pone alla base del proprio credo. Capolavoro letterario che come tutti i capolavori non ha tempo e non per niente è il libro più venduto al mondo. Racconto tra fede e letteratura in quella fetta di terra dove tutto ebbe origine. La Mesopotamia dell’Eden. Il Medioriente di Betlemme e Gerusalemme.

La Parola dell’Esodo. Per il racconto in musical di Mosé, Il principe d’Egitto. Titolo strano per l’uomo scelto per guidare il popolo ebraico (che gli egiziano tenevano schiavo, forzato a costruire edifici e monumenti) verso la Terra promessa. Mosè, un nome e un destino. «Lo chiamerò Mosè perché è stato salvato dalle acque» dice Tuya raccogliendo il cesto nel quale Jochebed aveva messo il figlio per salvarlo dalla strage delle guardie del faraone. Così Mosè, figlio di ebrei, schiavi del faraone, diventa egiziano.
«La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo.
Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: È un bambino degli ebrei».
Questo si legge nella Bibbia. Ed è una regia già scritta. Sceneggiatura teatrale che basta mettere in scena. Federico Bellone lo fa, all’inizio del musical, dopo che il popolo, in una grandiosa scena corale, ha cantato la sua oppressione. Una sceneggiatura già scritta nella Bibbia. Miniera di storie alla quale attingere. Soggetto ricchissimo. Al quale in molti hanno attinto. Per sceneggiare un film. Per trasporre il racconto in cartone animato. Per farne un musical. Potente, la “sceneggiatura” dell’Esodo, perché ha la forza senza tempo di tutte le storie, amore e morte, potere e lealtà, amicizia e odio. Indispensabile, perché in questo tempo lacerato dai conflitti ci dice da dove veniamo, radici comuni dalle quali
poi sono nate piante diverse, ma che affondano nello stesso terreno. Radici comuni in Mosè. Il più grande profeta per gli ebrei, colui che ha ricevuto sul Sinai le tavole della Legge per i cristiani, per i musulmani una figura che ha preparato la strada a Maometto.

Ha la forza di un kolossal il racconto dell’Esodo. Trasposto magnificamente sul grande schermo nell’epoca d’oro di Hollywood, nel 1956, ne I dieci comandamenti da Cecil B. DeMille – a fronteggiarsi il Mosè di Charlton Heston e il Ramses di Yul Brynner. Diventati, questi Dieci comandamenti un cartone animato targato DreamWorks di Steven Spielberg, anno 1998, la pellicola d’animazione (allora) più costosa della storia. Colori caldi, musiche avvolgenti, cieli di stelle infinite per Il principe d’Egitto, fedele trasposizione dal segno orientaleggiante della pellicola kolossal. Diventato ora, questo Principe d’Egitto, un musical – nel 2020 a Londra, ora in Italia con il tratto inconfondibile, poetico e sognante, rigoroso nel restituire con la stessa forza momenti corali e squarci intimi di Federico Bellone. Musica e parole di Stephen Schwartz. Testi di Philip LaZebnik, gli stessi che hanno firmato il film della DreamWorks. Cieli stellati e piramidi. La magia del teatro.

When you belive cantano Tzippora e il popolo. Quando tu credi succede il miracolo. Ma il miracolo che accade non ha nulla di fantastico, di esteriore. È un passaggio. Un cammino. Questo almeno sembra dirci il finale sospeso e aperto de Il principe d’Egitto. Nulla di spettacolare. Nonostante le acque del Mar Rosso si aprano e lascino passare il popolo ebraico. Perché da lì inizia un nuovo cammino. I quarant’anni nel deserto verso la Terra promessa. Il miracolo della conoscenza di sé, della ricerca della propria identità. Cammino, scoperta quotidiana. Come la folgorazione del roveto ardente (bellissima immagine che lascia senza fiato nello spettacolo disseminato di magia e illusionismo di Federico Bellone) e nell’incontro con Jahvè, il nome di Dio che Dio stesso dice a Mosé: Io Sono, tradotto.

Io Sono. Tutto al presente. Ecco il miracolo. Il guardarsi dentro. Il mettersi in cammino. Cammino senza tempo. Che è quello di Mosè. Che è quello del popolo ebraico nel deserto. Che è il nostro. Potenza del racconto del Principe d’Egitto. Di noi, uomini in cerca d’autore, in cerca di una ragione, di un perché di fronte alle notizie che quotidianamente ci raccontano di stragi e morti. Un perché che non si trova, non si può trovare, nella Bibbia. Perché non può affondare in un passato modellato e raccontato su ragioni di fede un presente che è politico, economico, come politica (strategica) ed economica è qualsiasi guerra. Un perché che non si trova nella storia di Mosè. Storia di un uomo alla ricerca della propria identità. Del proprio posto nel mondo. Storia da raccontare, necessariamente, ancora una volta. Storia della quale mettersi in ascolto, al cinema, all’opera, a teatro.

Storia da ri-leggere, da re-inventare. Storia da ri-ascoltare sgranando gli occhi di fronte agli effetti speciali del musical. Per vedere compiersi il miracolo. When you belive. Il miracolo di essere noi quella Terra promessa di cui il mondo ha bisogno oggi. Noi, seduti in platea, uomini del nostro tempo, verso i quali Mosé e il suo popolo camminano. Terra promessa dove accogliere chi non ha più una terra. Terra promessa senza confini. Da abitare. Con la certezza che When you belive il Mar Rosso si può ancora aprire e farci camminare, insieme. Per ritrovare, in quella Terra promessa che siamo noi, un’umanità che il mondo sembra aver perduto

Note di Regia

Kolossal. Questa è la parola che più si addice a questo allestimento così epico nel suo essere.
Ancora una volta nei miei ricordi da bambino, dopo “La bella e la bestia”, “Aladdin” e “Anastasia”, “Il principe d’Egitto” fu un cartone animato di una potenza indescrivibile, con le sue grandiose scene di massa, alla Ben-Hur per intenderci, e alla grandiosità della musica così sublime. Una grande storia di fede e comunità sullo sfondo di un Egitto imponente, il tutto visto attraverso gli occhi di tutta la famiglia.
Una storia di perdono, intrisa di trovate teatrali che la squadra di creativi con cui condivido ormai tantissimi spettacoli, come “Il fantasma dell’opera” e “Anastasia”, vuole raccontare in modo sorprendente e emotivamente avvincente.
Uno spettacolo che ha voglia di essere un miracolo per tutta la famiglia, così da continuare la tradizione anche in Italia di condivisione per tutti a teatro. Un posto magico, dove la nostra gioia è vedere il pubblico credere nei miracoli, When you believe …”

Con queste significative parole il regista, Federico Bellone, definisce Il Principe d’Egitto il Musical.

Il Team Creativo

FEDERICO BELLONE
REGIA & SCENOGRAFIE

Scopri

GIOVANNI MARIA LORI
SUPERVISIONE
MUSICALE

Scopri

ELENA CICORELLA
COSTUMI, ACCONCIATURE, TRUCCO

Scopri

VALERIO TIBERI
DISEGNO
LUCI

Scopri

POTI MARTIN
DISEGNO
FONICO

Scopri

PAOLO CARTA
ILLUSIONI &
EFFETTI SPECIALI

Scopri

MARTA MELCHIORRE
SEZIONE DI DANZA E MOVIMENTI COREOGRAFICI

Scopri

Il Cast

RICCARDO MACCAFERRI
MOSE’

Scopri

LORENZO TOGNOCCHI
RAMSES

Scopri

GIULIA SOL
TZIPORRAH

Scopri

MICHELLE PERERA
YOCHEVED-MIRIAM

Scopri

GIPETO
FARAONE SETI-JETHRO

Scopri

FABRIZIO CORUCCI
HOTEP

Scopri

DANIELA POBEGA
REGINA TUYA

Scopri

MATILDE GUIDOTTI
NEFERTARI

Scopri

RENATO TOGNOCCHI
ARONNE

Scopri

ROCCO DI DONATO
ENSEMBLE

Scopri

LORENZO MARIA GIAMBATTISTA
ENSEMBLE

Scopri

LAZARO ROJAS
PEREZ

ENSEMBLE

Scopri

CHIARA

VERGASSOLA
ENSEMBLE

Scopri

Info e Prevendite

Partner

Broadway Italia Srl

P.IVA & C.F. 03957021201

Preferenze cookie

Le tue preferenze relative alla privacy

Questo pannello ti permette di esprimere alcune preferenze relative al trattamento delle tue informazioni personali.
Puoi rivedere e modificare le tue scelte in qualsiasi momento accedendo al presente pannello tramite l’apposito link.
Per rifiutare il tuo consenso alle attività di trattamento descritte di seguito, disattiva i singoli comandi o utilizza il pulsante “Rifiuta tutto” e conferma di voler salvare le scelte effettuate.

Necessari

Questi cookie sono necessari per il corretto funzionamento del sito e per salvare le preferenze espresse dall’utente. Non possono essere disattivati tramite questo pannello.